Stagione

15 - 20 marzo 2011
Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma,
Teatro Metastasio Stabile della Toscana
FINALE DI PARTITA
di Samuel Beckett
traduzione Carlo Fruttero
con Vittorio Franceschi, Milutin Dapcevic, Diana Hobel, Antonio Giuseppe Peligra
scene e costumi Maurizio Balò
luci Robert John Resteghini
suono Franco Visioli
regista assistente Marco Plini
regia Massimo Castri

Protagonisti in scena Hamm, cieco e condannato a trascorrere i suoi giorni su una sedia a rotelle e Clov, il suo servo. I due vivono un rapporto conflittuale, in cui si consumano continui litigi ma anche una reciproca dipendenza. Clov vive nell’eterna tentazione di andarsene ma pare non esserne capace. L’incalzante botta e risposta tra Hamm e il suo servitore che costituiscono l’ordito più evidente della trama del testo, sembrano un infinito alternarsi di mossa e contromossa scacchistica. In scena,
incombe la presenza degli anziani genitori di Hamm, Nagg e Nell entrambi privi degli arti inferiori costretti a trascorrere la loro esistenza nei bidoni della spazzatura.
Lo stesso Beckett, nel corso di alcune prove dello spettacolo allo Schiller Theatre di Berlino disse: “Hamm è il re in questa partita a scacchi persa sin dall’inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già rinunciato da tempo. Sta soltanto cercando di rinviare l’inevitabile fine”. “Finale di Partita - dichiara Castri – racconta di un giorno particolare, (…) ha un percorso seminarrativo, da un certo punto di vista, che lo differenzia molto da Aspettando Godot. Un percorso che va da un punto A ad un punto B con un punto finale sospeso come sarebbe difficile non aspettarsi da Beckett.”


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