Stagione

17 - 20 marzo 2011
Teatro di Legno - Officinae Efesti
NON MERITA LAMENTI
con Fedele Canonico, Ilaria Cecere, Annamaria Palomba
scenografia Monica Costigliola
luci Paco Summonte
drammaturgia e regia Luigi Imperato, Silvana Pirone

“Pascalina Di Gesù coniugata Colantuono. Faccio due attività. Una piena di cazzimma, l’altra caritatevole verso me e verso l’anima chi mi chiama.”

Due donne si raccontano. Una figlia scrive una lunga lettera che annuncia la sua morte. Torna sulla sua storia, una storia di vita repressa.
“Cara mammà, quando ero piccirella ero la prima della classe, ma mi sono dovuto scordare tutte le tabelline, come si coniugano i verbi e come si fa un’analisi grammaticale.Non me lo ricordo più come si scrive, tengo una parlata sporca, che sa di sfaccimma. Scrivo senza grammatica, come la mia vita. La lingua è fatta di regole, è un’invenzione. Io conosco cose concrete, dove le regole se esistono sono poche e le ha inventate qualcuno che me lo vuole mettere nel culo.”
Torna sul padre, sulla prepotenza di un uomo che si arroga il diritto di distruggere un’esistenza solo perché l’ha creata, perché ne è padrone. La madre ricorda il dolore e i lamenti ingoiati in nome della vergogna che suscita una morte suicida, una morte che non merita lamenti. L’ambiente che circonda le vicende è violenza, è sopraffazione, un vento forte e continuo che travolge tutto, determina le azioni dei singoli.
“La capatosta per affrontarlo non l’ho sempre tenuta, e poi lo schiaffone che mi fa uscire il sangue dalla bocca l’ho sentito bene le prime volte, poi col tempo ci si abitua a tutto. E quel dolore diventa come un fatto necessario. Una medicina dolorosa che serve a curare la tua schiavitù. Perché tu sei femmina, sei schiava: se vuoi una cosa e te la prendi e basta in cambio ti prendi pure gli schiaffoni.”
Mani imbrattate nella melma dell’equivoco, labile confine tra bene e male: i buoni sono sempre pronti ad uccidere.


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